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Affitti brevi: i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate

08/01/2018

 

Come e quando si applicano le nuove regole, valide per gli affitti brevi?

Quando applicare la cedolare secca?

Come si comunicano i dati contenuti nel contratto?

Queste sono solo alcune delle domande a cui l'Agenzia delle Entrate ha deciso di rispondere tramite una guida, pubblicata nella sezione “L’Agenzia informa” del sito istituzionale, e che noi cercheremo di riassumere brevemente all'interno di questo articolo.

Affitti brevi: cosa sono e quali tipologie d'immobile riguarda.

Con la dicitura “affitti brevi” vengono indicati tutti i contratti d'affitto di durata inferiore ai 30 giorni: tra questi rientrano anche quelli stipulati per fini turistici. Il termine dei giorni non è da considerarsi cumulativo e quindi, anche nel caso di più contratti stipulati dalle stesse parti, va sempre considerato in base al singolo contratto.

Stando al Dl 50/2017 (manovra correttiva 2017), a tutti i redditi derivanti dai contratti di locazione breve, stipulati a partire dal 1° giugno 2017, può applicarsi, su opzione del locatore, la cedolare secca con l’aliquota del 21%, a patto che si tratti di contratti stipulati tra persone fisiche e non a fini imprenditoriali.

Le agevolazioni per gli affitti brevi possono essere applicate a:

  • I soli immobili situati in Italia, ed appartenenti alle categorie catastali da A1 a A11 e singole pertinenze, oppure alle singole stanze. Da tale classificazione resta esclusa la categoria A10, in quanto riguarda uffici o studi privati.

Possono essere inseriti all'interno del contratto tutti i servizi strettamente funzionali alle esigenze abitative – fornitura di biancheria, wi-fi, aria condizionata etc...- mentre, ne restano esclusi i servi come auto a noleggio, guide turistiche, somministrazione pasti, in quanto lontani dalla finalità residenziale dell'immobile.

Affitti brevi e le possibili sanzioni per mancata comunicazione

Le ritenute si applicano ai canoni e ai corrispettivi derivanti da contratti stipulati a partire dal 1° giugno 2017: gli intermediari erano quindi tenuti a versarle entro il 16 luglio 2017. Tuttavia, tenendo conto delle difficoltà riscontrate l'Agenzia a prorogato la scadenza al 16 ottobre 2017, dopodichè la sanzione è da considerare automatica. Resta comunque valido l'obbligo di comunicazione dei dati inerenti i contratti stipulati dal 1° giugno 2017, in quanto l'adempimento è fissato per il 2018.

La ritenuta va operata sull’intero importo indicato nel contratto, ed è pari al 21% da versare all’erario. In caso di pagamento tramite assegno bancario, l'intermediario, non avendo la materiale disponibilità, non è tenuto a trattenere la ritenuta