Ricerca immobili

newsletter

Per essere sempre aggiornato sulle notizie

dal mondo immobiliare.

BLITZ PER LE SPIAGGE LIBERE DI POSILLIPO -

10/07/2012

Chiedono l’utilizzo della spiaggia, reclamando la liberalizzazione del litorale, si spendono per la sostenibilità ambientale e per un mare "ri-pulito".Sono le 11.30 di sabato quando il folto corteo di manifestanti pacifici guidati dal comitato "Una spiaggia per tutti" parte da largo Sermoneta diretto a Posillipo. Ragazzi con zaino in spalla, genitori con bimbi al seguito, curiosi che si aggiungono strada facendo, nel giro di pochi minuti il gruppo è davanti ai "Bagni Elena", a pochi metri da Palazzo Donn’Anna. Chiede di entrare, vuole raggiungere la spiaggia, spiega i motivi di un blitz ampiamente annunciato sui social network. L’obbiettivo è anche occupare simbolicamente il giardino dell’imprenditore Alfredo Romeo: una vasta area che dalla villa arriva a lambire il mare. Abusiva e sotto sequestro, sostengono i manifestanti. La risposta è immediata, con il cancello sbarrato in un attimo. Chiamata dai titolari, arriva la Digos. Le camionette dei carabinieri si dispongono nei due sensi di marcia. Inizia una trattativa. Non approda a nulla. "Vogliamo solo andare in spiaggia, è un nostro diritto", urlano dal corteo a cui, nel frattempo si sono aggiunti i cicloamatori del club "Critical Mass". Molte donne alla finestra, il traffico è in tilt, qualcuno scende in strada. Tanti abbracciano la causa e si improvvisano fan dei manifestanti, mentre c’è chi vorrebbe forzare il blocco delle forze dell’ordine, ma prevale il buonsenso."L’altroieri ho letto su Facebook dell’intenzione di occupare lo stabilimento", è la versione del direttore dei Bagni Elena Mario Morra, "ho chiamato questura e prefettura, per sapere se la manifestazione fosse autorizzata. Personalmente, non avrei avuto nulla in contrario, ma non lo era e la Digos mi ha imposto la chiusura del cancello. D’altronde, come facevo a sapere se nel gruppo c’era una "capa pazza" che avrebbe potuto arrecare danni ai bagnanti"? Il no all’accesso si trasforma in stimolo per continuare la marcia, direzione Bagno Sirena. Qui, la situazione appare più morbida. Finalmente, il via libera. "Anche loro volevano impedirci di entrare", racconta Luca di "Banca Rotta" (l’associazione che ha occupato la ex banca dell’Italsider e che si batte per la bonifica del litorale di Bagnoli), "abbiamo spiegato il senso della protesta e hanno capito. Abbiamo raggiunto il giardino di Romeo, molti di noi si sono stesi sul prato seguiti da altri bagnanti a cui abbiamo illustrato l’obbiettivo: Napoli dovrà essere messa in condizione di ospitare la prima grande spiaggia cittadina, da Nisida a Pozzuoli. Ma anche qui, a Posillipo - spiegano - va rivisto il sistema delle concessioni, le spiagge sono un bene comune e, come dice la legge, vanno tutelate. Al momento, la situazione è scandalosa, perché si salvaguarda solo il profitto della proprietà privata". In un’ora tutto torna alla normalità, ma analogo copione va in onda contemporaneamente sul litorale di Miseno. Una situazione pericolosa che ha indotto gli esercenti a ricoprire tutto con spiaggia artificiale, pur di non sospendere la loro attività commerciale. A fine luglio e a settembre, faremo altre manifestazioni". Intanto, dal comitato "Una spiaggia per tutti" fanno sapere di avere consegnato le 14mila firme di napoletani che chiedono la destinazione a spiaggia libera gratuita dell’intero litorale di Bagnoli-Coroglio. Ricordano il valore di una protesta pacifica di "uno dei tanti pezzi di litorale della costa di Posillipo impunemente privatizzati da soggetti e imprenditori privati, in maniera più o meno abusiva, a scopo di diletto personale o per uso commerciale"."Se per qualcuno la costa demaniale è solo un’estensione delle proprie lussuose strutture edilizie", aggiungono, "da recintare e utilizzare in maniera esclusiva, per i cittadini è un bene comune, da tutelare per la fruizione collettiva e interesse pubblico. L’accesso deve essere garantito a tutti e per questo chiediamo al sindaco de Magistris, al vicesindaco e assessore all’Ambiente Sodano e all’assessore Lucarelli, di farsi garanti di questo diritto". (08 luglio 2012)