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Castel Sant'Elmo a Napoli: nessun mistero dietro le sei punte

05/04/2018

 

Castel Sant'Elmo è il castello più grande di Napoli. Sito sulla collina del Vomero, un tempo era denominato Paturcium e deve il suo nome ad una chiesa del X secolo dedicata a Sant'Erasmo, di cui ha occupato il posto. La sua particolare posizione - duecentocinquanta metri sul livello del mare da cui è possibile vedere tutta la città - ha fatto si che nei secoli il castello fosse al centro di eventi storici importanti e curiose leggende infondate. 

Castel Sant'Elmo a Napoli, la storia

Costruito introno al 1170, in parte dalla viva roccia e in parte da una torre d'osservazione normanna chiamata Belforte, Castel Sant'Elmo ha sempre rivestito una particolare importanza dal punto di vista militare. 

Intruito il suo potenziale, Roberto d'Angiò vi fece costruire nel 1329 un complesso militare, che prese il nome di Palatium castrum. Da quel momento in poi la fortezza subì una serie di modifiche strutturali mirate al suo ampliamento, ad opera dei "numerosi proprietari", che nel tempo si susseguirono tra le sue mura. Già nel 1348 le difese della roccaforte furono messe alla prova dal re d’Ungheria Ludovico, intenzionato a vendicare la morte di suo fratello: ma la fortuna non fu dalla sua, e una pestilenza lo costrinse a ripiegare. 

Diversamente andò a Carlo di Durazzo, che riuscì ad assediare la fortezza. Successivamente però, sua moglie la vendette ad Alfonso d’Aragona, che a sua volta dovette cedere il posto al vicerè spagnolo Don Pedro de Toledo, grazie al quale furono portate a termine delle significative modifiche alla struttura del castello. Quest’ultimo commissionò i lavori all’architetto Pedro Luis Escrivà, a cui dobbamo la più importante caratteristica di Castel Sant’Elmo: la pianta stellare a sei punte.

Castel Sant'Elmo e le leggende sulle sei punte

Napoli è una città costruita sui miti e leggende, ed è naturale che, nel vedere un castello “diverso”, privo di torri e dalla particolare pianta a stella, si sia dato inizio alla ricerca di un significato “mistico” nella sua costruzione.

Ma, dando per scontato che l'architetto, nel progettare Castel Sant'Elmo sia stato influenzato dalla cultura figurativa “moresca” - ispirazione che è possibile notare osservando qualche azulejo andaluso, le piastrelle di maiolica – non è possibile ricollegare la particolare pianta della fortezza a nessun "motivo mistico". Essa infatti, con grande delusione di molti, è soltanto uno dei più significativi esempi dell'architettura militare cinquecentesca.

L'assenza di angoli morti e la pianta stellare a sei punte, che sporgono di venti metri rispetto la parte centrale, sonos tati pensati per consentire alle guardie di poter sparare da tutte le direzioni, utilizzando anche degli enormi cannoni.