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ICI: l’abitazione in villino rientra tra gli esoneri

27/06/2008

Fonte: il Sole 24 OreIl recente decreto sull’abolizione dell’Ici sembra non esentare ville A/8 e castelli A/9; vorei sapere se la tipologia catastale A/7, abitazioni in villini, rientra nell’esenzione.A.T. - ROMAAnche per gli adempimenti dell’Ici si avvicinano i relativi termini. Scade infatti lunedì 16 giugno il termine per il versamento, senza applicazione di sanzioni e interessi, dell’acconto dell’imposta dovuta per il 2008, che deve essere determinato con riferimento all’aliquota e alle detrazioni dei dodici mesi dell’annualità 2007. Successivamente, entro i termini previsti per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi, va presentata l’eventuale dichiarazione Ici per l’anno 2007.Tuttavia, entro il 16 giugno 2008 è possibile eseguire il pagamento dell’imposta in unica soluzione annuale (acconto e saldo), in luogo del pagamento rateale a giugno (acconto) e a dicembre (saldo), a condizione che i contribuenti interessati applichino l’aliquota e le detrazioni deliberate dal Comune competente per l’annualità in corso (2008). Le (sole) persone fisiche residenti all’estero possono invece effettuare il versamento in unica soluzione annuale a dicembre, nel periodo compreso tra il 1° e il 16, con applicazione della maggiorazione prevista nella misura del 3%, calcolata sull’importo che si sarebbe dovuto versare a titolo di acconto. Ma la novità, assoluta e tanto attesa dai contribuenti, è l’esenzione dal pagamento dell’imposta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo.Difatti, per effetto dell’articolo 1 del decreto legge 93/2008, a decorrere da quest’anno l’Ici sull’abitazione principale del contribuente - ed eventuali pertinenze, ancorché distintamente iscritte in catasto con un’autonoma rendita (cantina, box, soffitta) - non è più dovuta. Per "abitazione principale" (ai fini dell’Ici è impropria la locuzione "prima casa") deve intendersi, salvo prova contraria, l’unità immobiliare urbana nella quale il soggetto passivo ha la residenza anagrafica (articolo 8, comma 2, primo periodo, del vigente Dlgs 504/92). Il contribuente interessato può quindi dimostrare (sulla base di circostanze oggettive quali, ad esempio, l’intestazione delle utenze domestiche; vedi agenzia delle Entrate, risoluzione 218/E del 30 maggio 2008) che l’unità immobiliare nella quale non ha la residenza anagrafica costituisce la sua dimora abituale (residenza effettiva).Più precisamente, il nuovo beneficio fiscale riguarda i seguenti fabbricati:• abitazioni di residenza (anagrafica o effettiva) dei contribuenti;• abitazioni di residenza dei soci assegnatari, ma appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa;• alloggi regolarmente assegnati dagli Iacp (ora Ater) e dagli altri enti di edilizia residenziale pubblica;• abitazioni coniugali dei soggetti passivi che, a seguito di provvedimenti di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, non ne risultano assegnatari, a condizione che gli stessi non siano proprietari o titolari di altro diritto reale su un’abitazione principale ubicata nel medesimo Comune ove è situata la casa o ex casa coniugale.Per esplicita disposizione di legge, il beneficio è riconosciuto altresì alle abitazioni che il Comune competente, con regolamento vigente alla data del 29 maggio 2008 (entrata in vigore del decreto legge), ha assimilato a quelle principali in virtù:• dell’articolo 3, comma 56, della legge 662/96 che consente di assimilare all’abitazione principale le unità immobiliari urbane possedute (a titolo di proprietà o di usufrutto) da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che le unità stesse non risultino concesse in locazione;• dell’articolo 59, comma 1, lettera e), del Dlgs 446/97 che prevede la possibilità di assimilare all’abitazione principale le unità immobiliari urbane concesse in uso gratuito (comodato) a parenti in linea retta o collaterale, stabilendo il grado di parentela (vedi risoluzione 5/DPF del 18 ottobre 2007).La novella non richiama espressamente le pertinenze dell’abitazione principale. Tuttavia, come noto, le stesse anche per loro natura (articolo 817 del Codice civile) non possono che essere assoggettate al medesimo trattamento fiscale dell’abitazione principale (vedi agenzia delle Entrate, risoluzione 149/E dell’11 aprile 2008). A nostro parere, non convince la tesi secondo cui le pertinenze sono soltanto quelle considerate nel regolamento comunale. L’esenzione non si estende invece alle unità immobiliari urbane censite nelle categorie catastali A/1 (Abitazioni di tipo signorile), A/8 (Abitazioni in ville) e A/9 (Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici). La risposta al quesito è quindi affermativa, dato che le abitazioni principali in villini (A/7) rientrano nel regime di esonero. A nostro parere, l’esenzione si estenderebbe (di diritto) alle unità immobiliari urbane possedute (a titolo di proprietà o di usufrutto) nel territorio dello Stato dai cittadini italiani residenti all’estero, a condizione che le unità stesse non risultino concesse in locazione (articolo 1, comma 4-ter, del decreto legge 16/93 convertito dalla legge 75/93). Tuttavia, secondo il relatore del decreto legge 93/2008, per queste unità immobiliari si applica il medesimo trattamento delle abitazioni principali di cui alle citate categorie A/1, A/8 e A/9 (aliquota ridotta e detrazione ordinaria di 103,29 euro o quella maggiorata eventualmente deliberata dal Comune competente).Come si può notare, l’esenzione dal pagamento dell’imposta sull’abitazione principale (ed eventuali pertinenze) ha preso il posto della disciplina dell’ulteriore detrazione, prevista dalla Finanziaria 2008 (articolo 1, comma 5, della legge 244/2007) e abrogata espressamente dal comma 3 del suddetto articolo 1 del decreto legge 93/2008. I soggetti passivi che alla data del 29 maggio 2008 avessero già versato il tributo (prima o unica rata), hanno diritto alla restituzione dell’importo pagato e non più dovuto. A tal fine è opportuno presentare (consegna o spedizione a mezzo posta in plico raccomandato senza busta) un’apposita istanza di rimborso (in carta libera) al Comune competente, ai sensi dell’articolo 1, comma 164, della legge 296/2006 (Finanziaria 2007), corredata dalla fotocopia del modello di versamento. Coloro che hanno invece già provveduto mediante il modello 730/2008, possono presentare il 730 integrativo o il modello Unico 2008-PF (barrando la casellina "Correttiva nei termini").Per gli immobili diversi dall’abitazione principale (ed eventuali pertinenze) il versamento, arrotondato per eccesso o per difetto all’unità di euro, va eseguito utilizzando il nuovo bollettino postale (con grafica di colore grigio e nero) o il consueto modello F24.IL PUNTOQuestione diversa è invece quella relativa alla eventuale presentazione della dichiarazione Ici per l’anno 2007, che diventa obbligatoria nel caso di variazioni (oggettive o soggettive) derivanti da atti per i quali non sono applicabili le procedure telematiche.Per effetto dell’articolo 37, comma 53, del decreto legge 223/2006 (convertito, con modificazioni, dalla legge 248/2006), l’obbligo dichiarativo sussiste infatti per i casi in cui gli elementi rilevanti ai fini dell’Ici dipendano da atti per i quali non sono applicabili le procedure telematiche previste dall’articolo 3-bis del Dlgs 463/97, recante la disciplina del modello unico informatico (Mui). Al riguardo, le istruzioni per la compilazione della dichiarazione Ici per l’anno 2007, approvate con Dm 23 aprile 2008, hanno confermato che il Mui è il modello che i notai utilizzano per effettuare la registrazione, la trascrizione, l’iscrizione e l’annotazione nei Registri immobiliari, nonché la voltura catastale di atti concernenti i diritti sugli immobili. In particolare, è utile segnalare che la dichiarazione Ici per l’anno 2007 deve essere presentata per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, per gli immobili ubicati nei Comuni dove le funzioni catastali sono delegate alle Province autonome di Trento e Bolzano, per gli immobili oggetto di leasing, per gli immobili oggetto di concessione amministrativa su aree demaniali, per i terreni agricoli divenuti aree fabbricabili o viceversa, per gli immobili che hanno perso o acquistato il diritto all’esenzione o all’esclusione dal pagamento dell’imposta, per i fabbricati che hanno perso o acquisito le caratteristiche della ruralità, per quelli oggetto di multiproprietà e per quelli trasferiti nell’ambito delle procedure di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa.La dichiarazione Ici, redatta in triplice esemplare, va presentata entro i termini previsti per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi 2007, con consegna al Comune. La dichiarazione può essere presentata anche a mezzo posta mediante raccomandata senza ricevuta di ritorno, in busta chiusa recante la dicitura «Dichiarazione Ici 2007», e deve essere indirizzata all’Ufficio tributi del Comune competente.