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IL RIONE ALTO, LA STORIA

06/07/2012

Il Rione Alto è un rione di Napoli, sorto a cavallo degli anni sessanta e settanta nella circoscrizione Arenella, presso la zona ospedaliera della città (maggiore complesso ospedaliero dell’Italia meridionale).Etimologia e storia [modifica]Deve il suo nome al fatto di essere collocato nella parte più alta della collina del Vomero, un’area agreste assai poco popolata fino alla metà del XX secolo, ed edificata in maniera imponente solo a partire dagli anni settanta, quando, esauritisi gli spazi nel Vomero, fu aggirato il vincolo di inedificabilità intorno all’ospedale Giovanni Pascale, rendendo così possibile uno degli interventi speculativi più redditizi della storia urbana di Napoli, determinato dall’altissimo incremento di valore acquisito dalle aree fabbricabili del Rione Alto.Architettura e urbanistica [modifica]La struttura del Rione Alto è costituita prevalentemente da un intreccio di strade piuttosto ristrette, risultanti dagli spazi esigui rimasti liberi fra i vari edifici, costruiti senza alcun ordine.Le due principali vie del Rione, via Jannelli e San Giacomo dei Capri, via fragnito, via giulio palermo, via miranda, via pietravalle, sono rimaste uguali in lunghezza, larghezza e percorso rispetto alle loro condizioni nei secoli scorsi, quando erano al servizio solo di capre e carretti agricoli. In particolare, la via Jannelli è fortemente trafficata perché collega il Rione Alto allo svincolo Camaldoli della Tangenziale di Napoli.Il Rione Alto è stata una delle prime aree ad essere servita dalla nuova Metropolitana Collinare (poi Linea 1) con la Stazione Rione Alto, che ha consentito una facile mobilità in direzione del centro del Vomero.Descrizione [modifica] Cappella CangianiTrattandosi di una zona di recente urbanizzazione, il Rione Alto possiede scarse preesistenze, peraltro tutte fortemente alterate dai profondi cambiamenti intervenuti nell’ultimo trentennio del XX secolo. A ciò si aggiunge la mancanza di veri centri di aggregazione sociale (piazze, giardini) dovuta agli eccessi dell’edilizia speculativa. Edificio Residenziale di via San Giacomo dei Capri, opera dell’architetto Aldo Loris RossiNella Zona di Largo dei Cangiani esisteva in passato un piccolo nucleo abitativo agricolo attorno alla Cappella dei Cangiani, una chiesetta contenente un’icona di Santa Maria di Costantinopoli, fatta erigere alla fine del Cinquecento dalla famiglia Cangiano, che aveva notevoli possedimenti da quelle parti. A cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, dopo un restauro della chiesetta, si costruì nei pressi di essa una chiesa più grande, divenuta parrocchia autonoma (Parrocchia di S.Maria di Costantinopoli a Cappella Cangiani) dal 1925, restaurata nel 1951. Tra il 1969 e il 1976, in conseguenza dell’esplosione demografica del Vomero Alto, si giunse alla costruzione dell’attuale nuova Chiesa su progetto del napoletano Alberto Izzo, dall’ariosa nuova sistemazione, in cui risultano ben assorbite testimonianze antiche.In uno slargo di via Freud è stata collocata nel 1999, dal capogruppo dei Verdi alla Provincia di Napoli Domenico Cordopatri una statua dedicata al celebre attore comico partenopeo Antonio De Curtis inaugurata per l’occasione dalla figlia Liliana De Curtis, e l’area, pedonalizzata e ripavimentata, è stata denominata Piazzetta Totò.Altri luoghi di rilievo sono i giardinetti dedicati a Tina Pica (di dimensioni quattro volte inferiori all’originario progetto) e l’edificio residenziale progettato da Aldo Loris Rossi, dai distintivi modelli wrightiani e lecorbusiani.Nella zona del Ponte sotto via Fontana, sopravvivono alcune delle ville della vecchia Via Montedonzelli (Casina Russo, Villa Donzelli, Villa Paradiso). Distrutta invece la grande Villa Rota, per far posto al parco Il Poggio.Anche a Via San Giacomo dei Capri, esistevano un tempo, oltre a modeste case rurali, alcune ville (Villa Tammaro, la Villa dell’avvocato e Ministro del Re, Pasquale Grippo, Villa Clemenza e Villa Pellerano, Villa Tafuri, Villa Giordano, Villa Valentino) solo alcune delle quali sopravvissute. Nella parte alta della via persiste tuttora una malandata Cappella ottocentesca.Interessante e vivace il mercato immobiliare nella zona