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IMU un nostro aiuto per ottenere la visura o rendita catastale per calcolarlo.

02/02/2013

Vediamo, per avere la rendita catastale, tutte le opzioni del contribuente per richiedere online in pochi click i servizi sul sito dell’Agenzia del Territorio, i servizi di Poste Italiane o dei Comuni. Per il calcolo IMU il primo dato da inserire è la rendita catastale, quindi bisogna conoscere la rendita catastale del proprio immobile (diversa dal suo valore) per pagare l’IMU.Per prima cosa bisogna avere l’atto di compravendita, che riporta obbligatoriamente la rendita catastale. In genere, si trova alla terza pagina o comunque nella parte dell’atto notarile che indica la categoria dell’immobile e, appunto, la rendita catastale (RC).Per risalire alla rendita catastale si può anche richiedere un’apposita visura catastale, che però è un servizio a pagamento, anche se costa pochi euro.Per ottenere la visura catastale, ci si può rivolgere all’Agenzia del Territorio (Catasto) recandosi allo sportello più vicino. Spesso anche i CAF (centri di assistenza fiscale) mettono a disposizione il servizio.Anche Poste Italiane offre un servizio di consegna web delle visure catastali: basta registrarsi gratuitamente, selezionare la categoria di utenza (Privati – Professionisti e PMI – Imprese e PA) e poi visitare la sezione Servizi Online. Tra i servizi Certitel compare anche la richiesta di documenti catastali. L’invio è a pagamento e si può acquistare direttamente dal sito di Poste Italiane con carta di credito e farsi recapitare la visura nella propria casella di posta che viene creato sul portale.La rendita catastale si può calcolare anche online: c’è un servizio web dell’Agenzia del Territorio, completamente gratuito.Si va sull’apposita pagina del sito del Catasto, si entra e s’inserisce:codice fiscale;identificativi catastali (comune, sezione, foglio e particella);la provincia in cui si trova l’immobile.Molti Comuni italiani, inoltre, mettono a disposizione procedure per ottenere la rendita catastale, anche gratuitamente. Quindi prima di muoversi conviene sempre andare sul sito del Comune di appartenenza e verificare quali sono gli strumenti a disposizione.Per gli edifici sconosciuti al Catasto, per consentire ai contribuenti di ottenerne la rendita e quindi di calcolare e pagare l’IMU, è stata attribuita una rendita catastale presunta, notificata attraverso la pubblicazione sull’Albo pretorio dei Comuni. Consultando l’Albo è possibile conoscere la rendita catastale da cui partire per calcolare l’IMU.Attenzione: la rendita catastale non è il valore dell’immobile, che va calcolato a partire dalla rendita catastale rivalutata del 5% (moltiplicare la rendita per 1,05), e poi moltiplicando il risultato per il coefficiente relativo alla categoria dell’immobile.Fabbricati classificati nelle categorie catastali A (tranne la categoria A/10), C/2, C/6 e C/7, in pratica le abitazioni e le pertinenze: moltiplicatore 160;fabbricati delle categorie catastali B, C/3, C/4 e C/5, ovvero uffici pubblici, magazzini, laboratori: moltiplicatore 140;fabbricati classificati nelle categorie catastali A/10 e D/5 (uffici e banche): moltiplicatore 80;fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione della categoria D/5. Si tratta di opifici, alberghi, fabbricati con funzioni produttive connesse all’agricoltura: moltiplicatore 60, elevato a 65 a decorrere dal primo gennaio 2013;fabbricati classificati nella categoria catastale C/1, ovvero i negozi: moltiplicatore 55.Calcolato il valore dell’immobile bisogna applicare le aliquote IMU (prima casa o altri edifici), e applicare le eventuali detrazioni.Stefano Mazza