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Piazza Ottocalli a Napoli, perché si chiama così?

16/06/2017

 

Napoli non è sempre stata come la conosciamo noi. Un tempo era più piccola, concentrata all'interno di cinta murarie che la dividevano da quelli che oggi sono strade e “rioni” che abitualmente percorriamo. Tra questi non si può non menzionare San Giovanniello che, sito alla fine di via Capodichino, era considerato come una sorta di “dogana”, una tappa obbligatoria per i tanti viaggiatori che percorrendo una delle delle strade che s'incrociavano nel “quadrivio degli Ottocalli” arrivavano da Roma, dall'Abruzzo o dalla Puglia.

Oggi come allora San Giovanniello e piazza Ottocalli sono ancora due punti focali per lo snodo del traffico cittadino, e due dei principali custodi della memoria storica e leggendaria di Napoli che, si nasconde in parte dietro all'etimologia dei loro nomi.

San Giovanniello a Napoli e la storia della colonna

 

Diversamente da quelle di altre zone della città, dove il mito e le leggende la fanno da padrone, l'etimologia del nome “San Giovanniello” è testimoniata da autorevoli fonti scritte.

In un documento del 1348 appartenente al monastero di Sant’Arpino, si descrive un territorio che dal contesto è stato riconosciuto in quello spazio della città che andava da Poggioreale ai Ponti Rossi, la stessa di cui si parla in un secondo documento che risale all'epoca di Federico II. In entrambi gli scritti si descrive di un'antica chiesa d'epoca medievale, detta di “San Joannis in Campo” in una e “San Joannis et Pauli” nell'altro, da cui deriverebbe il nome del rione e non solo.

Celano, in un documento del 1692 racconta che davanti a quella chiesa vi è una colonna, che nei tempi addietro veniva utilizzata dai contadini per “pregare la pioggia”: quando volevano la pioggia, il vicario che celebrava l'orazione si posizionava alla destra della colonna mentre, se desideravano il sereno, l'operazione era la stessa ma si svolgeva a sinistra . La colonna, da cui alcuni credono che derivi il detto “Mannaggia a culonna”, in quanto la venerata costruzione non sempre era portatrice di buone notizie, fu rimossa dall'Arcivescovo Annibale di Capua nel 1590, perchè considerato culto pagano.

Piazza Ottocalli a Napoli e il dazio doganale

 

Come accennato in precedenza, San Giovaniello e Piazza Ottocalli erano poste al di fuori delle mure cittadine, e questo ha alimentato una serie di “leggende” e testimonianze più o meno attendibili, su quella che può essere l'origine del nome della piazza dove, secondo alcuni, era sito l'ufficio della dogana a cui bisognava pagare un dazio di “otto cavalli” -otto monetine di scarso valore con su inciso un cavallo- per entrare in città.

Una seconda fonte invece, collega sempre il nome di piazza Ottocalli alle monete che andavano pagate ma, stavolta, per noleggiare un asinello che aiutasse il cavallo a trainare il suo carico su per la salita di Capodichino.

Anche in una terza fonte, il nome della piazza è ancora una volta collegato ad una vicenda riguardante delle monete, ma questa volta rubate da un povero, catturato e sottoposto a supplizio pubblico proprio in quella zona, che sarebbe stata chiamata così in sua memoria.