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Se il Comune costruisce davanti casa si può chiedere il risarcimento

08/06/2017

Immaginiamo di voler acquistare una casa: che si tratti del nostro nido d'amore o della nostra prima casa d'adulto non importa.

Immaginiamo i tanti anni in cui abbiamo dovuto tirare la cinghia per mettere da parte i soldi, e l'estenuante ricerca che ci ha portati poi a trovare e comprare la casa dei nostri sogni, situata magari in periferia, lontana dai rumori della città e con la vista su un grande parco verde.

Immaginiamo adesso di svegliarci una mattina, di aprire le finestre, e di trovare gli operai intenti a montare un cantiere edile dove si terrà la costruzione di una strada destinata a collegare i due lati della città, o la nuova uscita della tangenziale.

Addio al dolce suono rilassante del canto degli uccellini e alla vista sul verde. Benvenuto inquinamento acustico e smog. La nostra pace è persa e anche il valore della casa.

Come si procede in questi casi?

Se il Comune costruisce davanti casa: la sentenza della Cassazione

Stando a quanto dichiarato dalla Cassazione in una sentenza del 26.05.2017, se il Comune costruisce una strada, un ponte o qualsivoglia opera pubblica davanti o nelle strette vicinanze di un palazzo privato, al proprietario o al condominio spetta un indennizzo, per la perdita del valore dell'immobile. E visto che l'opera in questione è pubblica, e quindi godibile da tutti i cittadini, saranno questi a pagare attraverso le casse comunali.

Tale diritto al risarcimento trova le sue radici nel diritto di proprietà che si acquista con il rogito notarile, e che rigarda anche il panorama “compreso” nell'immobile, di cui, il proprietario viene derubato con la nascita della nuova costruzione. Si tratta infatti di una “parte” determinante del valore dell'appartamento senza i quali, il proprietario che intenda un giorno vendere non riuscirebbe a recuperare quanto speso all’acquisto.