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Via Chiaia a Napoli: ecco come il fiume lasciò il posto ai negozi

02/03/2018

  

Via Chiaia è una delle strade più famose di Napoli, che ha fatto dello shopping “elegante” il suo marchio distintivo. Strada riservata completamente al traffico pedonale, da anni è la meta preferita di migliaia di turisti attirati anche dal suo particolare percorso, che partendo da Piazza Trieste e Trento si snoda fino a Piazza dei Martiri, da dove è poi possibile raggiungere la Riviera di Chiaia.

Ma, al pari di molte altre strade di Napoli, anche via Chiaia vanta una storia molto più antica, radicata nelle origini greche della città e legata ad una particolare genesi.

Via Chiaia a Napoli: il letto di un fiume molto antico 

La prossima volta che vi troverete a percorrere via Chiaia provate a fermarvi un attimo, prestando attenzione alla particolare forma della strada: noterete così la particolare “dolcezza” delle curve e la quasi totale assenza di angoli. Questo perchè la strada era in passato il letto di un fiume che scorreva dal monte Echia, prosciugatosi per motivi ancora oggi sconosciuti. Tale fiume, fu il motivo per il quale i greci si stabilirono sulla collina di Pizzofalcone all'epoca dell'antichissima Palepoli.

Ai tempi dei Romani, il letto del fiume ormai vuoto fu trasformato in strada, la via per i Campi Flegrei, che giungeva alla vecchia Domiziana dove, per esigenze dovute alla sicurezza, nel 1500 fu edificata un'antica porta, abbattuta poi da Ferdinando IV. Ma, proprio per ragioni legate alla sua particolare nascita, che in passato aveva invece soddisfatto le esigenze dovute alla sicurezza della città, via Chiaia divenne con il tempo un “fastidio” in quanto, altro non era che uno spartiacque tra le bellissime ville romane site sulla collina di Pizzofalcone e i nuovissimi Quartieri Spagnoli. Per questo, nel 1696, il vicerè Manuel Monterey decise di far costruire il Ponte di Chiaia, al fine di collegare le due zone.

Per raggiungere il livello superiore della strada invece, fu eseguita una ripida rampa famigerata per le cattive frequentazioni: cosa che spinse il famoso padre Rocco, che tanta influenza aveva a corte, a far porre un grande crocifisso, il cui fine principale era quello di assicurare una decente illuminazione notturna grazie ai tanti lumini che i devoti ponevano al di sotto delle effigi sacre.

Il ponte mantenne il suo semplice e rozzo aspetto fino a quando, per problemi statici, fu restaurato nel 1834 mentre, la rampa fu sostituita dall'attuale tromba di scale